Intervista a Umberto Galimberti

Oggi si è sviluppata una sorta di modalità televisiva dove sostanzialmente si “insegnano” i sentimenti. Si insegna come si ama, come si odia, come si reagisce. Si parla a volte di pensiero unico, ecco qui si costruisce una sorta di sentimento unico, un’omologazione dei sentimenti attraverso cui ciascuno espone pubblicamente tutta la sua intimità. E questa dimensione, che a mio parere è spudoratezza, viene scambiata per sincerità, quindi come una virtù. Ma non è virtuoso privarsi della propria interiorità, della propria intimità. È semplicemente spudorato perché il pudore è per lo meno la tutela di ciò che è propriamente mio, di ciò che è intimo, di ciò che è interiore e una volta che la mia interiorità è sotto gli occhi di tutti, io sono come tutti.

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